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October 01 Circolare... "I bambini non vedono la morte. Perché la loro vita dura un giorno, da quando si svegliano a quando vanno a dormire." [D. Carrisi] La morte è ciò che meglio unisce le persone in vita. Vita e morte, ci rifletto parecchio in questi giorni. Non sono da contrapporre, come i classici luce-buio e amore-odio che tanto mi piacciono per il loro dualismo. La vita si conclude con la morte. Sarebbe come porre a due estremi "il film" e "la fine". Trovo più lecito contrapporre la nascita alla morte. In effetti in genere sono tutti felici alla nascita di qualcuno e tristi alla sua morte. Quasi come dei bambini, che sono felici se qualcuno si ferma a giocare con loro e diventano tristi quando costui li saluta per tornare a casa. A meno che la morte, così come la vita, sia solo uno stato transitorio. In tal caso sarebbe giusto contrapporli. Ma su questo non ci è dato sapere. Tuttavia ho visto che gli esseri umani sono ossessionati dalla morte, molto più che per esempio dalla nascita di un nuovo arrivato. Quasi come se dall'inizio del film si pensasse esclusivamente alla sua conclusione. E ci si domanda cosa ci sia dopo il film, se il ritorno a casa con magari cena annessa, se un altro film e così via all'infinito, o se, una volta spente le luci in sala, non si trovi più l'uscita e sia finita lì, che lo si voglia o meno. I Cristiani vedono un'eternità dopo la morte, fatta di eterni piaceri o eterne sofferenze, e vivono la loro vita controllando le proprie azioni in base a dove preferiscono finire. I Buddhisti vedono un'infinita ripetizione di vite, il Samsara, tutte transitorie e una più noiosa dell'altra, se confrontate alla cessazione del Samsara, ovvero il Nirvana, la perfetta stabilità e divino stato d'essere. Neanche a dirlo, pure i Buddhisti vivono con lo scopo del raggiungimento del Nirvana. I Taoisti si rivelano un po' più attaccatini alla vita, tanto che hanno elaborato centinaia di tecniche riguardanti tutti i campi dell'esistenza, con l'unico scopo di prolungare all'infinito la propria permanenza su questa terra. E' tempo che rifletto su queste cose e vedo come tutti, appartenenti a una o all'altra cultura, cerchino un modo per stare meglio. Per sempre. La vita terrena viene di conseguenza considerata quasi sempre una sofferenza, una sorta di contrappasso anticipato. Mi chiedo se l'uomo cerchi qualcosa dopo la morte perchè ha paura della conclusione della propria esistenza, o se questa convinzione è comune a tutte le culture proprio perchè tutti percepiamo che esiste qualcosa Oltre. E non so darmi risposta. Red Hot Chili Peppers - Otherside TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://nextwhiteshadow.spaces.live.com/blog/cns!1FC43E20F1446D5!690.trak Weblogs that reference this entry
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